di angelob il 29/07/2010, 7:43
...gli inchiostri all'acqua vengono spesso visti come quel genere di prodotto utilizzabile senza problemi e senza attrezzature più o meno costose per trattarli, ma, anche se sono i prodotti da sempre usati in serigrafia e stamperia, non sono così "amichevoli" come sembra. Pensare di usare un prodotto all'acqua ed evitare qualsiasi tipo di problema è un'utopia e i problemi che si leggono neli vostri post lo dimostra.
La parte predominante del prodotto all'acqua è costituito da una piccola percentuale di solventi, dai pigmenti, da promotori di adesione al supporto specifico e soprattutto da acqua (appunto). La perfetta asciugatura apparente dell'inchiostro (cioè toccarlo con mano e sentire la superficie asciutta) non da la garanzia che il prodotto sia effettivamente e perfettamente asciutto, quindi anche lavabile. L'asciugatura dell'inchiostro all'aria non da sempre garanzie di tenuta soprattutto nel tempo e non si ha la certezza della sua resistenza ai lavaggi neppure con l'aggiunta dei catalizzatori a freddo anche se migliorano di tanto la stabilità, quindi la sola strada per ottenere risultati ottimali è quella di fare in modo che tutti i componenti volatili (acqua, solventi) siano completamente e PERFETTAMENTE evaporati e perchè questo avvenga correttamente occorre che il capo stampato rimanga esposto all'aria per il tempo necessario. Già, ma qual è il tempo necessario? Gli stessi produttori consigliano un paio di giorni perchè siano perfettamente asciutti e 7-8 giorni prima di procedere ai lavaggi anche con l'aggiunta di catalizzatore (tra l'altro non dimenticate che i catalizzatori, tutti i catalizzatori, svolgono il loro lavoro perfettamente, ma impiegano del tempo e quindi allungano anche i tempi di asciugatura); è però importante considerare in che condizioni il capo viene tenuto ad asciugare. Se rimane a lungo in un ambiente freddo i tempi di asciugatura si allungheranno (il freddo non favorisce una rapida evaporazione dell'acqua creando fenomeni di condensa), lo stesso se l'ambiente dovesse essere caldo, ma con un tasso di umidità alto (l'acqua non riuscirebbe ad evaporare velocemente e anche in questo caso i tempi si allungherebbero): la cosa fondamentale per una corretta asciugatura di un prodotto all'acqua (o a solvente) è il ricircolo di aria "asciutta", eccco perchè si consiglia sempre l'utilizzo di forni qualsiasi inchiostro serigrafico venga usato e non solo per ridurre i tempi, ma anche per dare garanzie di perfetta asciugatura e stabilità dell'inchiostro nel tempo.
Quindi così come i plastisol hanno bisogno di caldo statico per raggiungere il tempo di fusione, gli UV di radiazioni luminose per la loro polimerizzazione, così quelli all'acqua necessitano di aria forzata e priva di umidità per poter polimerizzare perfettamente e dare garanzia di tenuta agli sfregamenti e a i lavaggi. Già, ma se uno il forno non se lo può permettere, vuoi per i costi vuoi per lo spazio a disposizione?
Se non avete a disposizione un forno ad aria potete usare un phon industriale a una temperatura anche superiore ai 150 gradi (non è vero che gli inchiostri all' acqua non devono raggiungere alte temperature, anzi, la maggiore temperatura e permanenza a una fonte di calore aiutato da un buon flusso di aria non fa che favorire la fuoriuscita della compenente di acqua contenuta nella stampa e aiuta a polimerizzare) e con una portata d'aria considerevole, oppure, in alternativa, anche un normalissimo asciugacapelli che abbia una certa potenza d'aria: non risolverete completamente il problema, ma darete una mano ad accorciare i tempi di asciugatura e il caldo che l'inchiostro riceverà darà una mano considerevole alla corretta stabilizzazione dell'inchiostro stampato. Se poi avete lo spazio costruitevi una specie di armadio (bastano 2 pareti, un coperchio e un telo a mo' di porta) e fate in modo che un termoventilatore faccia girare aria all'interno e un piccolo aspiratore prelevi l'aria satura di umidità.
Tutto questo, se non avete a disposizione un forno ad aria, non esclude l'uso dei catalizzatori a freddo: sono una rogna e rendono vita breve agli inchiostri, ma se li hanno inventati e abbinati ai prodotti all'acqua una ragione ci sarà!
O no?
Ah, dimenticavo: gli otto giorni per avere un minimo di garanzia di tenuta ai lavaggi devono trascorre all'aria; se si stampa, si tiene ad asciugare per 2 o 3 giorni, poi si inscatola (o peggio si imbusta) e si spedisce e la merce arriva anche dopo 15 giorni, l'inchiostro ha continuato a lavorare facendo evaporare l'acqua che inevitabilmente rimane nel contenitore in cui la t-shirt è contenuta impedendo l'evaporazione: risultato l'inchiostro che sembra asciutto in realtà non lo è e se ne va già a i primi lavaggi.
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