“Come rendere operativo un laboratorio serigrafico: gli inchiostri” di Angelo Barzaghi

Iniziare una attività nel settore della serigrafia significa per molti risolvere il problema della macchina da stampa per le proprie esigenze, ma, una volta percorsa la lunga e difficile strada che porta alla “giusta e definitiva” scelta di questo importante accessorio, ci si trova a dover affrontare una situazione ben più complessa ed articolata: procurare alla macchina acquistata i giusti ingredienti perchè questa possa iniziare a produrre dei risultati.

Questa premessa sta a significare quanto il luogo comune serigrafia=stampa sia incompleto e per niente realistico. Serigrafia significa processo di stampa attraverso un telaio, ma per arrivare a questa fase nel modo più corretto possibile, occorre tenere presente una cosa fondamentale: la serigrafia è una serie di tecniche combinate e concatenate tra loro senza la cui giusta esecuzione nella corretta sequenza potrebbe portare ad un insuccesso, a volte scoraggiante, durante la fase ultima di stampa.

Quando ci si appresta a scegliere una macchina da stampa, occorre anche preoccuparsi di tutte le fasi che concorrono a far si che il prodotto finale abbia il giusto grado di qualità per essere commercializzato: immaginate la fase di stampa come il punto di arrivo di un viaggio con varie tappe obbligatorie; queste tappe, a prescindere dalla prestampa per la quale occorre un discorso molto approfondito che non potrebbe essere correttamente trattato in questo spazio, sono rappresentate dalla scelta degli inchiostri di stampa e di come utilizzarli, dell’identificazione del telaio appropriato nella scelta del tipo di cornice e filato, dei prodotti per trattare correttamente il telaio stesso, delle apparecchiature per l’asciugatura sia intermedia che finale dell’inchiostro stampato, dello spazio fisico da riservare ad ogni lavorazione in modo da evitare perdite di tempo e intralci nelle varie fasi. Questi sono alcuni dei punti essenziali da valutare già durante la fase di scelta del o dei macchinari per la stampa ed ognuno di questi avrà un suo peso nel corretto andamento della produzione futura.

Prendiamo in esame in questo spazio i criteri essenziali per la scelta degli inchiostri: gli standard raggiunti dalla maggior parte dei produttori sono ormai abbastanza alti ed equivalenti, quindi la scelta di una marca rispetto ad un’altra potrà essere determinata anche in base a fattori non prettamente tecnici.

I passi da affrontare per la scelta degli inchiostri sono fondamentalmente dettati dall’uso che di questi si dovrà fare: in poche parole il tipo di inchiostro dovrà essere scelto in base alle caratteristiche che lo rendano adatto alla stampa di un determinato supporto.  Spesso il neofita si trova ad affrontare una giungla di proposte rivolte prevalentemente a far “gradire” maggiormente un prodotto rispetto ad un altro evidenziando la bontà e fama della casa produttrice piuttosto che l’effettiva validità di un inchiostro in termini di qualità, resa, durata, compatibilità e lavorabilità. Fate sempre in modo che chi contatterete per l’approvvigionamento iniziale sia disponibile a fornirvi dei campioni (non necessariamente a titolo gratuito) inserendo nella scelta dei colori un bianco e delle tinte a bassa coprenza come giallo e rosso: questa richiesta non è casuale in quanto spesso i colori chiari, avendo un maggior carico di pigmento possono causare qualche problema di adesione su materiali “difficili” quali nylon antipioggia, o alcune materie plastiche particolari. Prima di decidere l’acquisto definitivo effettuate delle prove di stampa su diversi tipi di supporto per valutare tenuta sul telaio, stampabilità, coprenza, rapidità di essicazione dopo la stampa e, ovviamente, capacità di adesione; quest’ultima verificatela anche a distanza di qualche giorno: alcuni materiali possono contenere dei prodotti utilizzati per la loro lavorazione che tendono a reagire in contrasto con i componenti dell’inchiostro vanificandone la tenuta dando così luogo a delle sorprese non proprio piacevoli. Richiedete che vi vengano consegnate la relativa scheda tecnica indicante le caratteristiche e le indicazioni relative ai prodotti ausiliari da utilizzare quali additivi, solventi, diluenti, il tipo di filato sul telaio da utilizzare  ecc., la scheda di sicurezza nella quale devono essere contenute le istruzioni per la corretta conservazione, le modalità di utilizzo e le istruzioni sulla sua pericolosità e sulle precauzioni da prendere in caso di contatto con la pelle, gli occhi ecc., oltre alla utilissima cartella colori dalla quale ricavare le varie tinte disponibili per ogni tipo di inchiostro.

Una volta stabilito il prodotto adatto potrete passare all’ordine effettivo: scegliete accuratamente le tinte da acquistare senza necessariamente rifornirvi di tutti i colori disponibili. La cosa migliore è quella di acquistare un bianco , un nero, 2 varianti di giallo (caldo e freddo) e 2 di rosso (un rosso “aranciato” e uno più carico di magenta) oltre ad un blu e ad una base trasparente per creare tinte metalliche quali oro o argento: in questo modo avrete già la possibilità di creare varie tinte intermedie quali arancione, verde, viola, marroni ecc.  Un consiglio: prevedete un acquisto di maggiore quantità per il bianco in quanto il suo impiego è sempre più consistente rispetto alle altre tinte (le stampe in bianco su supporti di colore scuro sono molto frequenti), tornerà utile per creare dei fondi da sovrastampare con colori poco coprenti ed indispensabile per la creazione di tinte pastello.

Non dimenticate di corredare la scelta degli inchiostri con i diluenti dedicati, indispensabili in alcune occasioni per portare gli inchiostri stessi al giusto grado di stampabilità oltre ai solventi per la pulizia.

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