“Come rendere operativo un laboratorio serigrafico: la scelta della racla da stampa” di Angelo Barzaghi

Come già detto, la serigrafia è un insieme di tecniche e come in tutte le tecniche fondamentale risulta essere la scelta degli strumenti atti a realizzarle.La scelta dell’inchiostro più adatto al supporto, il suo trattamento, il giusto telaio con una tesione del filato adeguata e con il corretto numero di fili/cm del tessuto, la giusta tecnica per l’asciugatura sono tra i punti fondamentali per una perfetta riuscita di qualsiasi lavoro, ma spesso si dimentica un passo altrettanto importante: la corretta scelta della racla da stampa.

Acquistando una macchina da stampa o semplicemente una racla o spremitore per la stampa manuale spesso si riceve un prodotto che “funziona più o meno per tutte le esigenze di stampa”: in realtà ogni tipo di lavorazione deve avere la giusta combinazione tra inchiostro, telaio e, appunto, racla da stampa (non è una gomma anche se in molti la chiamano così!).

Le sue funzioni sono diverse e la sua scelta avrà un impatto significativo sui risultati di stampa in relazione alle sue capacità di scorrimento, deposito di inchiostro e precisione nella restituzione dei dettagli di stampa.

Il passaggio di inchiostro attraverso le maglie aperte del telaio avviene appunto tramite la pressione e la velocità della racla da stampa influenzato anche dal tipo di maglia del tessuto (43 , 55, 100, 120 fili/cm ecc.) e dalla viscosità dell’inchiostro (*), inoltre la pressione che esercita sul tessuto del telaio fa si che il contatto tra telaio e supporto da stampare sia mantenuto in modo uniforme anche in caso di situazioni di fuori contatto evidente (**).

Nella stampa manuale (ma in alcuni casi anche in quella su macchine automatiche) la sua funzione è anche quella di riportare l’inchiostro in posizione di inizio stampa sia riempiendo le maglie del telaio per alcuni tipi di inchiostri che per riportarlo al di sopra del’immagine senza invadere le maglie del telaio stesso per altri tipi di inchiostro (vedi plastisol).

Le racle da stampa si differenziano per profilo e durezza:

  1. ilprofilo corrisponde alla forma del bordo della racla: quello quadrato è diventato ormai lo standard in quanto fornisce una precisione di stampa alta e il giusto spessore di inchiostro depositato; la forma tonda del profilo invece fornisce un deposito di inchiostro molto alto e veniva usata prevalentemente per la stampa di inchiostri all’acqua.
  2. 2. la durezzao rigidità della racla stabilisce invece la forza applicata alla stampa: più morbida è e meno forza (pressione) trasmette al telaio rispetto ad una racla più rigida: le categorie di durezza sono principalmente 3 e si misurano in shore (***).

– soft (ca. 60 shore): viene utilizzata quando serve un alto deposito di inchiostro e viene principalmente usata per inchiostri all’acqua o qualora si dovesse stampare su superfici particolarmente soffici come pile o tessuti accoppiati a componenti tipo feltro o gommapiuma.

– media (ca. 70 shore): è la “giusta” via di mezzo, utilizzata per la stampa in generale e risolve la maggior parte delle situazioni di stampa.

– Dura (ca. 80 shore): fornisce la quantità minima di inchiostro attraverso le maglie del telaio: si usa soprattutto per stampe ad alta definizione come mezzitoni, quadricromie o simulazioni di quadricromie o per tessuti non assorbenti o materiali che trattengono l’inchiostro nella parte superiore del supporto.

Una quarta alternativa, forse la più efficace, è rappresentata dalle cosiddette racle a triplo strato  realizzate appunto in tre strati di diversa durezza (es. 70/90/70 shore): le parti esterne sono di gomma morbida (60 shore) o media (70 shore) mentre l’anima interna è realizzata con racla dura (90 shore) cosi da impedirne la flessione in fase di stampa garantendo comunque un buon passaggio di inchiostro e quindi un deposito adeguato.

Tutti questi tipi di racla possono essere acquistati già nella misura occorrente, ma è consigliabile rifornirsi di pezzature standard (generalmente lunghe 3 metri) e tagliare personalmente (basta un buon cutter e un pò di precisione e attenzione) per adattarla alle varie misure da utilizzare evitando così sprechi di materiale.

Un ultimo cenno sulla pressione di stampa e sulla manutenzione delle racle.

Per quanto riguarda la pressione di stampa su macchine automatiche, questa viene identificata appunto meccanicamente partendo da una forza minima e aumentandola man mano fino a che tutta l’immagine incisa sul telaio sia attraversata dall’inchiostro; in fase di stampa manuale si imparerà a “sentire” la giusta pressione con l’esperienza, utilizzando solo la parte del bordo evitando forti flessioni.

Occorre anche ricordare di conservare le racle di stampa rivolte verso l’alto evitando di appoggiarle dalla parte della “lama” così da evitare distorsioni; pulire sempre accuratamente i profili  dopo il loro utilizzo facendo molta attenzione a rimuovere i depositi di inchiostro nella zona di attaccatura alla struttura dell’impugnatura per evitare contaminazioni di inchiostri precedentemente usati (eviterete così di trovare tracce di rosso nella stampa gialla o bianca che state eseguendo!); qualora l’angolo di taglio della racla dovesse presentare delle imperfezioni provvedete a rettificarlo con della carta vetrata molto fine fino alla completa rimozione dei difetti o, meglio ancora, con un affilaracle meccanico: non riducete troppo l’altezza della racla rifilandola, in tal caso sostituitela con una nuova.

Seguite attentamente questi pochi suggerimenti ed avrete delle stampe sempre nitide e all’altezza delle vostre aspettative e, soprattutto, a quelle dei vostri clienti.

(*)La viscosità è una proprietà dei fluidi che indica la resistenza allo scorrimento.
(**)Per fuori contatto si intende la distanza tra il tessuto del telaio da stampa e il supporto da stampare fissato sul piano.
(***) La scala Shore è pensata per testare la durezza degli elastomeri o dei plastomeri (esempio gomma o plastica).

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