“Scanner: Parametri di scelta e Scansione di un soggetto al tratto” di Angelo Barzaghi

Per quanto qualsiasi tipo di testo e immagini sia creato in modo digitale, sempre più spesso capita di dover realizzare riproduzioni di scritte o disegni partendo da “originali” su carta: disegni realizzati a mano libera, fotocopie in bianco nero o a colori, vecchie fotografie ecc.

In questi casi l’uso di uno scanner diventa assolutamente indispensabile e la scelta di uno strumento di questo tipo fondamentale per ottenere dei risultati all’altezza.

Quando si sceglie un scanner si deve tenere conto di alcuni fattori fondamentali, non ultimo il prezzo: la qualità si paga e per avere una macchina con determinate caratteristiche non si deve, ovviamente nei limiti, badare troppo a spese: la risoluzione in scansione e la qualità dei componenti (lampadasensore CCD ecc.) deve essere la più alta possibile.

LA RISOLUZIONE:

Il modo migliore per riferirsi alla risoluzione di uno scanner è di valutare quanti pixel per pollice (PPI) sono dichiarati dal costruttore: occorre non riferirsi alle misurazioni in dpi (punti per pollice: questa è l’ unità di misura della risoluzione usata dalle stampanti laser). Normalmente gli scanner piani lavorano con risoluzioni di 300-400 ppi, e per raggiungere qualità più alte (1200 ppi e oltre) utilizzano un software di interpolazione, il quale non fa altro che moltiplicare i punti ricreandone altri riferendosi a quelli adiacenti riconosciuti migliorando digitalmente la qualità dell’immagine finale rendendo le linee più morbide eliminando le scalettature dei pixel tipiche delle immagini a bassa risoluzione. Questo sistema riesce a restituire una scansione di buona qualità nonostante il prezzo della macchina relativamente contenuto (gli scanner professionali a tamburo hanno costi superiori a 30.000 euro).

La gamma dinamica inoltre è il fattore determinante per la qualità di una scansione: questo parametro definisce la profondità di un pixel, cioè misura la quantità di dettagli in luce e ombra che uno scanner può catturare: il suo campo di azione va da un valore di 1 a 4 (100%): uno scanner a tamburo lavora con una gamma dinamica di 3.5 circa, mentre uno scanner piano sta tra i valori di 2.4 e 3.

Questo significa che in una scala di grigio uno scanner a tamburo vedrà molti più passaggi tonali rispetto ad uno scanner piano.

SCANSIONE DI UNA IMMAGINE AL TRATTO:

Per evitare errori ed ottenere una buona scansione da una immagine al tratto occorre impostare una risoluzione di scansione almeno di 600 dpi (la risoluzione di molte stampanti laser): questo permetterà di poter tracciare il risultato all’interno di un programma in grado di ricreare i dettagli in maniera abbastanza definita.

Logicamente, più la scansione sarà di qualità alta e migliore sarà il risultato: vale quindi la pena di importare il soggetto anche a risoluzioni di 1200 dpi anche se verrà generato un file di dimensioni molto grosse: una volta tracciato si potrà eliminare per liberare spazio su disco. Sicuramente aiuterà anche importare l’immagine sovradimensionandola, selezionando cioè in fase di scansione una dimensione del 200-300%: riportandola poi nelle dimensioni originali avremo sicuramente una perdita di imperfezioni.

Alcuni programmi dedicati permettono inoltre di regolare il punto di bianco e di nero (immagini sotto) permettendo così di eliminare gli aloni grigiastri nelle zone bianche del foglio e saturare al massimo le sone di nero: questo accorgimento aiuterà nella successiva operazione di tracciatura della bitmap creata.

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